AZIONE D.1 MONITORAGGIO DELLE AZIONI DI ERADICAZIONE E RECUPERO DEGLI ECOSISTEMI LACUSTRI DI ALTA QUOTA.

In molti casi la presenza di pesci alloctoni nei laghi alpini d’alta quota è un fattore di esclusione ecologica per molti taxa autoctoni, inoltre causa una alterazione del flusso di energia e materia dall’ambiente acquatico a quello terrestre. Ci si aspetta che grazie al processo di eradicazione di Salvelinus fontinalis, si verifichi un recupero più o meno rapido del naturale funzionamento degli ecosistemi trattati, che include il ristabilirsi della naturale composizione faunistica, della naturale struttura degli ecosistemi e del flusso di energia tra ambienti litorali e acquatici.

L’efficacia dell’eradicazione verrà monitorata regolarmente fin dall’inizio del progetto, presso tutti i laghi interessati dalle Conservation Actions 1 e 2 (lago Djouan, lago Nero, lago Dres e lago Leynir). L’obiettivo è descrivere il recupero dell’ecosistema acquatico durante e al termine del processo di eradicazione, dal 2013 al 2015.Ognuna delle operazioni di seguito elencate sarà ripetuta due volte all’anno, la prima all’inizio della stagione estiva e la seconda a stagione inoltrata, per monitorare sia gli stadi di sviluppo iniziali delle comunità autoctone sia gli stadi maturi delle comunità. Nei mesi estivi l’attività di monitoraggio prevede la raccolta di campioni biologici e chimici che verranno analizzati nei successivi mesi invernali. Le azioni di monitoraggio comprendono:

1. Monitoraggio della densità della popolazione ittica: la densità di popolazione di Salvelinus fontinalis verrà stimata tramite indici di abbondanza (number of Catch Per Unit of fishing Effort - CPUE) e sarà possibile monitorare il decremento delle popolazioni di Salmerino utilizzando il medesimo strumento di cattura utilizzato prima dell’avvio del progetto di eradicazione (un tramaglio lungo 30 m e alto 1.5 metri con apertura di maglia 17 mm).

2. Monitoraggio tramite bioindicatori: i dati di monitoraggio saranno confrontati con I dati raccolti tra il 2006 e il 2011 e sarà possibile quantificare il grado di resilienza degli ecosistemi trattati.

2.1. I campioni quantitativi di zooplancton saranno raccolti nel punto di massima profondità del lago, marcato con una boa ancorata al fondo e trascinando in superficie una rete conica con apertura di maglia 48 micron e diametro 40 cm. I campioni verranno fissati in alcool 70% direttamente sul campo e analizzati in laboratorio servendosi di un microscopio ottico. Lo zooplancton in ogni campione sarà identificato a livello specifico, il numero di individui per specie sarà contato per ottenere dati di densità e la lunghezza di un sottocampione di individui sarà misurata con una lente micrometrica al fine di ottenere dati di biomassa e informazione sugli spettri dimensionali dell’intera comunità zooplanctonica e delle singole specie presenti nel lago.

2.2. Nel corso della stessa sessione di campionamento saranno raccolti dei campioni semiquantitativi di macroinvertebrati acquatici degli habitat litorali accessibili. A tale scopo verrà utilizzato un retino immanicato standard per i campionamenti di zoobenthos. Il materiale raccolto verrà smistato e fissato in alcool 70% direttamente sul campo mentre l’identificazione a livello di genere o famiglia dei taxa campionati verrà effettuato nei mesi successive allo stereoscopio binoculare.

2.3. La presenza di Rana temporaria e l’utilizzo dei laghi come siti di riproduzione verrà monitorata tramite il conteggio delle ovature deposte nei laghi e l’andamento dello sviluppo larvale. Il metodo utilizzato per il monitoraggio di Rana temporaria sarà il Visual Encounter Survey (VES) lungo la linea di costa del lago.

2.4. Lo ristabilirsi della naturale connessione ecologica tra ambiente acquatico e ambiente terrestre verrà monitorato utilizzando i chironomidi come taxon indicatore. Verrà monitorata la densità di larve di chironomidi sul fondale tramite l’utilizzo di una benna per la raccolta di campioni di fondale, il tasso di emergenza degli stadi pupali sarà monitorato con trappole sommerse sospese a pochi centimetri dal fondale e il tasso di emergenza degli stadi adulti sarà monitorato grazie a trappole galleggianti. Gli effetti del flusso di organismi dal lago verso gli ecosistemi terrestri verrà monitorato tramite trappolaggi con pit-fall delle comunità di invertebrati terrestri. I campionamenti avranno cadenza bimensile o mensile e i campioni verranno affidati a tassonomi esperti per l’identificazione a livello specifico dei principali taxa indicatori (formicidi, araneidi, safilinidi, carabidi e lepidotteri diurni).

3. L’effetto dell’eradicazione dei pesci sulle caratteristiche chimico fisiche e sul trofismo dei laghi sarà quantificato prelevando campioni d’acqua integrati sulla colonna d’acqua nel punto di massima profondità di ciascun lago. La caratterizzazione limnologica dei laghi sarà inoltre integrata effettuando profili termici e di ossigeno disciolto grazie all’utilizzo di una sonda multiparametrica ad immersione.

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