INIZIA LA STAGIONE DI CAMPO 2015

Ed anche quest'anno i ricercatori BIOAQUAE impegnati nell'azione di eradicazione del Salmerino di fontana dai laghi alpini del Parco Nazionale Gran Paradiso, sono tornati al lavoro con reti e canotti per monitorare e continuare le operazioni del progetto. Questi sono infatti i primi giorni in cui gli studiosi sono tornati ai laghi Djouan, Nero, Dres e Nero di Leinir, tra valle Orco e Valsavarenche. Prossimamente ci daranno le prime informazioni su cosa hanno trovato e come è andato l'inverno per gli ecosistemi acquatici di alta quota.

Ma nei mesi scorsi  il progetto LIFE+BIOAQUAE ha continuato a crescere, ed oggi anche l'incubatoio per le trote marmorate e gli impianti di fito-pedudepurazione sono vicini al loro avvio e già quest'estate numerose attività si svolgeranno in questi siti di intervento, proprio per fare conoscere a tutti cosa sta avvenendo e perchè.

A presto quindi, seguiteci e rimanete informati!

La mostra di foto sui laghi alpini e sulle azioni di BIOAQUAE in mostra a Genova!

Da lunedì 11 al 30 maggio 2015 presso la Biblioteca Civica Berio di Genova (Via del Seminario 16) sarà possibile visitare la mostra fotografica "Spicchi di cielo - Azioni per la conservazione dei laghi alpini nel Parco Nazionale Gran Paradiso”.

La mostra, che sarà ospitata all'interno del tunnel di accesso alla biblioteca, verrà inaugurata giovedì 14 maggio (Sala dei Chierici, ore 14.30) con la presentazione di un seminario divulgativo tenuto da Stefano Brighenti, collaboratore del progetto Life+ Bioaquae promosso dal Parco Nazionale Gran Paradiso.

La mostra, articolata in due sezioni, rappresenta un contributo alla divulgazione delle conoscenze sugli ecosistemi acquatici di alta montagna e sulle azioni intraprese per la loro salvaguardia. La prima sezione, “Spicchi di cielo”, basata su immagini dell'ambiente e della vita del laghi alpini del Parco Nazionale Gran Paradiso, include immagini di Andrea Battisti, Sergio Bricco, Nicola Destefano, Andrea De Zan, Luca Giordano, Alessandro Girodo, Paolo Gislimberti, Alberto Olivero, Mauro Pasquero, Antonello Provenzale e Renato Valterza.

La seconda sezione della mostra: “Azioni per la conservazione dei laghi alpini nel Parco Nazionale Gran Paradiso”, contiene immagini di Stefano Brighenti e Rocco Tiberti ed è stata realizzata nell'ambito delle azioni di divulgazionepreviste dal progetto LIFE+BIOAQUAE iniziato nel 2012 nel Parco Nazionale Gran Paradiso. In particolare vengono illustrati momenti dell'attività di campo in atto per l'eradicazione del salmerino di fontana, salmonide alloctono originario del Nord America, da alcuni laghi del Parco i cui ecosistemi sono fortemente compromessi dalla presenza di questo pesce.

REPORT DALLA SPAGNA

La conservazione degli ecosistemi acquatici d’alta quota, promossa dal progetto LIFE + Bioaquae è una tematica di sempre maggiore attualità e interesse.  Un progetto analogo a quello promosso dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, verrà realizzato in Catalonia per tutelare e ripristinare gli ecosistemi acquatici d’alta quota del Parco Nazionale di Aigüestortes i Estany de Sant Maurici e del Parco Naturale de l’Alt Pireneu, situati sui Pirenei spagnoli: si tratta del progetto LIFE Limnopirineus (http://www.lifelimnopirineus.eu/en), che partirà a giugno 2015 con l’inizio della prima stagione di campo.

 

Cosa mangia la rana?

Come può un animale come la Rana temporaria, senza piume e pelliccia, sopravvivere per tutto l’anno in montagna? Non ci stupisce certo vederle aggirarsi attorno ai laghi alpine nelle tiepide giornate estive, ma come può sopravvivere all’inverno?

Come molti animali alpini la Rana temporaria preferisce passare l’inverno in ibernazione, a livelli metabolici bassissimi, ma, nonostante la scarsa richiesta energetica durante il sonno invernale, i mesi freddi sono molti e per sopravvivere la Rana deve immagazzinare cibo e molta energia durante l’estate. Per questo, dopo una breve visita agli ambienti acquatici per il periodo riproduttivo subito dopo il disgelo, le rane si dedicano per il resto dell’estate a mangiare, trasferendosi nei “quartieri di foraggiamento” (normalmente praterie e pascoli, ma anche macereti e zone arbustive o alberate), dove mangiano praticamente tutto quello che trovano. In un recente lavoro presentato al X Congresso società Italiana di Erpetologia i ricercatori del Parco hanno mostrato che la Rana non è affatto schizzinosa…  se sei curioso, guarda il poster allegato e scaricalo da qui

 6 marzo 2015

Allegati:
Scarica questo file ( Poster dieta rana.pdf) Poster dieta rana.pdf[ ]519 Kb

Dove osano le..mucche!

Il trasferimento estivo delle mandrie sulle Alpi, ovvero la transumanza alpina, è una pratica che si perde nella notte dei tempi. Ci sono prove archeologiche che collocano l’inizio dell’economia transumante nel neolitico e non c’è memoria di come le Alpi apparirebbero senza il pascolo di mucche, pecore e capre. Soprattutto al di sotto del limite degli alberi, il pascolo permette di mantenere degli ecosistemi peculiari e instabili, i pascoli montani, che altrimenti verrebbero invasi dal bosco e che ospitano una biodiversità ricca di specie minacciate e di alto valore conservazionistico. Per questo, il progressivo abbandono della transumanza -che interessa l’intero arco alpino- è spesso considerato un fattore sfavorevole per la conservazione della biodiversità alpina: un esempio armonioso di come tradizione e conservazione possano camminare fianco a fianco.

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