Cosa mangia la rana?

Come può un animale come la Rana temporaria, senza piume e pelliccia, sopravvivere per tutto l’anno in montagna? Non ci stupisce certo vederle aggirarsi attorno ai laghi alpine nelle tiepide giornate estive, ma come può sopravvivere all’inverno?

Come molti animali alpini la Rana temporaria preferisce passare l’inverno in ibernazione, a livelli metabolici bassissimi, ma, nonostante la scarsa richiesta energetica durante il sonno invernale, i mesi freddi sono molti e per sopravvivere la Rana deve immagazzinare cibo e molta energia durante l’estate. Per questo, dopo una breve visita agli ambienti acquatici per il periodo riproduttivo subito dopo il disgelo, le rane si dedicano per il resto dell’estate a mangiare, trasferendosi nei “quartieri di foraggiamento” (normalmente praterie e pascoli, ma anche macereti e zone arbustive o alberate), dove mangiano praticamente tutto quello che trovano. In un recente lavoro presentato al X Congresso società Italiana di Erpetologia i ricercatori del Parco hanno mostrato che la Rana non è affatto schizzinosa…  se sei curioso, guarda il poster allegato e scaricalo da qui

 6 marzo 2015

Allegati:
Scarica questo file ( Poster dieta rana.pdf) Poster dieta rana.pdf[ ]519 Kb

Dove osano le..mucche!

Il trasferimento estivo delle mandrie sulle Alpi, ovvero la transumanza alpina, è una pratica che si perde nella notte dei tempi. Ci sono prove archeologiche che collocano l’inizio dell’economia transumante nel neolitico e non c’è memoria di come le Alpi apparirebbero senza il pascolo di mucche, pecore e capre. Soprattutto al di sotto del limite degli alberi, il pascolo permette di mantenere degli ecosistemi peculiari e instabili, i pascoli montani, che altrimenti verrebbero invasi dal bosco e che ospitano una biodiversità ricca di specie minacciate e di alto valore conservazionistico. Per questo, il progressivo abbandono della transumanza -che interessa l’intero arco alpino- è spesso considerato un fattore sfavorevole per la conservazione della biodiversità alpina: un esempio armonioso di come tradizione e conservazione possano camminare fianco a fianco.

Seguici su

FacebookTwitter