News dal campo: "Benvingut al Parc Nacional Gran Paradiso!"


Il 20 e 21 agosto abbiamo avuto il piacere di ricevere la visita di un gruppo di ricercatori catalani. Il nutrito gruppo, guidato dal dott. Marc Ventura Oller (Centre d’Estudis Avançats de Blanes – CEAB, CSIC) ha visitato i siti di intervento (laghi Dres e Leynir) di alcune azioni del progetto BIOAQUAE per uno scambio di esperienze, in vista di un progetto di eradicazione di pesci introdotti analogo a quello in corso presso il Parco Nazionale Gran Paradiso. Dal prossimo anno infatti anche in alcuni Parchi Nazionali dei Pirenei saranno intraprese delle azioni di eradicazione con metodologie simili a quelle utilizzate nel nostro Parco.

 

Durante la visita sono state pianificate alcune interessantissime collaborazioni scientifiche che aiuteranno i ricercatori a comprendere più a fondo l’ecologia dei laghi del Parco. La presenza delle famiglie dei ricercatori e dei loro bambini ha addolcito queste belle giornate, nonostante una breve nevicata fuori stagione!

Gràcias per la seva visita!  

 

 

 

 

 

 

 

La Daphnia pulicaria del Gran Paradiso: dalle glaciazioni al DNA

I ricercatori del Parco Nazionale Gran Paradiso, in collaborazione con l’Università di Pavia e l’Università Milano Bicocca hanno recentemente pubblicato i risultati delle analisi genetiche di un singolare crostaceo che popola quattro laghi alpini del Parco (http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/zoj.12151/abstract).

L'importante ruolo dei macroinvertebrati nei monitoraggi

                                                          

Come si valutano i benefici per l'ecosistema dell'eradicazione? Come si fa a capire se la natura riesce a ritornare alle condizioni originarie e rientrare in buona salute? Uno dei metodi che seguiamo è la determinazione della comunità dei macroinvertebrati che popolano il lago. Infatti ogni ecosistema di acqua dolce è popolato da una grande varietà di organismi con sensibilità differenti alle varie alterazioni ambientali. Ogni specie è adattata a vivere in certe condizioni fisiche (temperatura, turbolenza dell'acqua, etc), chimiche (ossigeno presente, concentrazioni di nutrienti, etc.) e ambientali (velocità della corrente, tipo di substrato, collocazione nella rete alimentare). Un ecosistema integro riesce a ospitare un numero di specie che dipende dalla sua diversità ambientale intrinseca, mentre gli impatti umani inducono spesso variazioni nell'abbondanza e nella composizione della comunità, che può risultare dunque più o meno impoverita di specie a seconda della gravità dell'impatto. Nella foto esemplare di perlodes al Lago Nero di Djouan, Valsavarenche 

Le azioni di LIFE+BIOAQUAE a favore della trota marmorata

La presenza di pesci a quote elevate dell’arco alpino italiano è quasi sempre dovuta all’intervento dell’uomo che, nei secoli, ha portato trote e salmerini in ogni possibile ambiente ad essi vocazionale, con lo scopo iniziale di “coltivare” le acque e dare una possibile risorsa alimentare pregiata e proteica alle popolazioni che vivevano in montagna e, più recentemente, di popolare quelle acque a scopo di pesca sportiva.

Tale colonizzazione “a tappeto”, fatta in perfetta buona fede, accanto ai molti indubbi vantaggi alle aree montane, quali risorse proteiche pregiate, svago e turismo legato alla pesca, ha portato anche alcuni fatti negativi, di cui si è compresa l’importanza solo negli ultimi anni. In particolare è stata introdotta una possibile minaccia alla conservazione di alcuni taxa endemici delle acque di alta quota - e quindi alla biodiversità locale -, che il progetto LIFE+BIOAQUAE, avviato dal Parco Nazionale Gran Paradiso con l'ausilio di fondi europei, intende contrastare con azioni mirate.

Oltre alle prove di eradicazione del Salmerino di fontana da alcuni laghi d’alta quota, che hanno proprio lo scopo di tutelare altre specie presenti in quegli ambienti dove sono massivamente predate dai salmerini, il progetto comprende anche azioni in favore della trota marmorata (Salmo marmoratus), salmonide endemico del bacino padano, inserito in Allegato II della Direttiva habitat. Di essa non è certa l’originaria presenza nei corsi d’acqua del Parco, ma è molto probabile, anche in ragione del fatto che alcuni tratti poco a valle dei confini del Parco ospitano ancora oggi popolazioni stabili e strutturate di trota marmorata, ma anche del fatto di aver ritrovato alcuni esemplari nelle acque interne al Parco. Può trattarsi di pesci presenti da sempre in tali ambienti, così come di pesci immessi a scopo di ripopolamento, dato che gli incubatoi ittici di valle  producono novellame di trota marmorata da molti anni, originati dalla riproduzione artificiale dei pesci catturati proprio nei fiumi più vicini. 

Corso di formazione per le guide naturalistiche sul progetto LIFE+BIOAQUAE

Il prossimo 28 aprile in Valsavarenche nel cuore del Parco si terrà il corso di formazione ed aggiornamento per le guide della Natura e del Parco sul progetto LIFE+BIOAQUAE.

Gli interventi previsti tratteranno in maniera approfondita delle motivazioni e modalità delle tre azioni del progetto LIFE+BIOAQUAE, nonchè dei primi risultati ottenuti con la prima stagione di lavoro . I relatori saranno il Dott. Beniamino Barenghi (BluProgetti), Dott. Andrea Casoni (Graie) e il Dott. Rocco Tiberti (Collaboratore LIFE+BIOAQUAE).

Una seconda parte di formazione pratica si terrà durante la stagione estiva direttamente nei siti d'intervento.

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